IL BALLO DEL MATTONE:
Edilizia a Firenze.
IL BALLO DEL MATTONE:
Edilizia a Firenze.
Primo Episodio
giovedì 29 maggio 2008
I nostri ascoltatori commentano:
sto ascoltando la diretta e mi viene da pensare che la ricchezza di Firenze sta nella sua belezza architettonica. Alloro mi chiedo: la Firenze del 2000 figlia di queste discutibili operazioni di trasformazione urbanistica sarà all'altezza del suo passato?
Per quello che vedo io dopo la Firenze di Arnolfo di CAmbio, Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Poggi e Michelucci, la Firenze del 2000 sarà la Firenze di Adolfo Natalini che ha progettato i Gigli, l'Ipercoop di Gavinana, il polo universitario di Novoli, il grattacelo Hilton di Ponte a Greve e ora si appresta a ridisegnare gli Uffizzi e il museo dell'opera del Duomo, mentre in altre città altrettanto discutibili operazioni urbanistiche hanno avuto almeno il pregio di essere esteticamente apprezzate. Penso ad architetti come Piano e Ghery e molti altri architetti riconosciuti internazionalmente come maestri del nostro tempo ma invisi al potere politico firentino che invice osanna lo sconosiuto architetto di Pistoia. Andrea.
Ho ascoltato con interesse la trasmissione di oggi sulle scelte urbanistiche ed infrastrutturali, o meglio sulle linee guida. Credo che il miglior commento stia nei dialoghi ripresi dai film di Petri e Rosi: grandi operazioni speculative che stanno distruggendo la vivibilità di intere zone popolari (rumori, inquinamento da polveri e gas sono documentati, e non sono invenzioni). Conti e Biagi hanno ormai introiettato l'ideologia capitalista con tutto l'entusiasmo dei neofiti, e la riprova sta nel fatto che la destra politica avrebbe fatto e sta condividendo quelle scelte. Dalla loro bocca non è mai scaturita la parola vivibilità (solo Conti di sfuggita ha una sola volta richiamato la parola sostenibilità lasciandola nel vago), infatti conta il profitto e la rendita (il territorio deve rendere ebbe a dire Biagi). Conti ha riassunto il criterio che ispira quella politica di fare di Firenze e del suo interland "una città regione", ossia l'opposto di una regione città. Questa è la loro modernità, quindi grande peso e concentrazione delle infrastrutture di rapido collegamento con il nord (quindi il disastro della terza corsia dell'autostrada, dell'alta velocità ferroviari, fra poco del sottattraversamento di Firenze per guadagnare 10 minuti che verranno persi nei traffici cittadini), concentramento della popolazione e delle attività che ne consesegue, quindi problemi ulteriori di mobilità, di inquinamenti di ogni tipo su cui costruire una montagna di profitti dei soliti noti.
Cavalieri Tiziano
(vivo in via degli Arcipressi dove da qualche anno non si possono aprire le finestre senza che le stanze diventino camere a gas. Le costruzioni e la popolazione del quartiere 4 e di Scandicci stanno ancora crescendo in maniera esponenziale, si stanno cementificando gli ultimi campi. L'espansione edilizia avviene senza adeguare le infrastrutture per cui vecchie strade progettate negli anni venti dintano strade di grande traffico e scorrimento : è questa la città che ci regalano? facciamoli vivere a Brozzi, alle piagge, oppure in via dei Vanni ed in tante parti dove vivere è diventato impossibile, quindi mandiamoli a casa).